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Galassie nel cielo primaverile

Author: Alessia Rabaioli
Published: April 17, 2015

Ho scelto di tenere questo sito, che rappresenta più che altro un diario o una raccolta di "appunti astronomici", in inglese, ma per questa volta faccio un'eccezione e racconto qualcosa nella mia lingua.

Sono trascorsi alcuni mesi dall'ultima occasione di dedicarmi al cielo profondo. Siamo tornati sugli Appennini, al confine tra la Liguria e il Piemonte, su un prato che si apre a sud-ovest dietro l'alberghetto dove siamo soliti fermarci. I mesi primaverili sono i più belli: credo che il Super Ammasso di galassie della Vergine sia uno degli spettacoli più straordinari per l'astronomo amatoriale. E si possono esplorare le costellazioni dell'Orsa, del Leone, della Chioma di Berenice...

Le galassie stupiscono ed emozionano perchè sono oggetti lontanissimi, milioni e milioni di anni luce, e nel loro mistero, nella loro luminosità pallida nell'oculare del telescopio, ti offrono la possibilità di avere un'intuizione, in modo molto netto, della vastità dell'universo. La loro luce letteralmente si fa strada dalle profondità del tempo e dello spazio. Percepisco questa unione indissolubile di stimolo intellettuale e puramente emozionale.

Sono stata molto felice anche di rivedere alcuni degli altri astrofili, che conosco da qualche anno ormai: tra gli impegni universitari, la distrazione, gli spettri della depressione... Quasi senza accorgermene mi sono allontanata da tutto, compreso da me stessa. È stato davvero importante utilizzare di nuovo il mio telescopio per cercare gli oggetti del cielo profondo. Sentire nuovamente l'aria pulita delle montagne, andare a dormire all'alba dopo una notte sotto le stelle, ritrovarci il giorno dopo per pranzare assieme prima di salutarci.

La notte è stata molto limpida e la temperatura piuttosto mite. Alcune zone del prato erano ancora ricoperte da uno strato di neve.

Daniele non è mancato, e ho avuto ancora la possibilità straordinaria di osservare dal suo riflettore da 610 mm (potete vedere i report A glimpse of the Perseus-Pisces supercluster e Winter surreal night). La barra di polveri della Galassia Ago, NGC 4565, era molto evidente.

Mi ha mostrato le due galassie interagenti conosciute come i "mice", i topolini, per le loro code lunghissime di gas e materia. Sono due galassie trasfigurate, in interazione avanzata - si sono attraversate a vicenda in passato, e le loro code immense sono causate dalle forze mareali. Avevo provato anche lo scorso anno ad osservarle, ma non ci ero riuscita. Queste sistema si trova nella costellazione della Chioma di Berenice, vicino alle galassie peculiari NGC 4631 (Whale galaxy) e NGC 4627 (Hockey stick galaxy). È lontano 300 milioni di anni luce e all'incirca di quattordicesima magnitudine visuale.

I nuclei di queste due galassie sembravano due occhi tondi e luminosi; una delle due code era facilmente distinguibile.

"The Mice" (NGC 4676), credit: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

Ho avuto la possibilità di osservare Arp 84 (NGC 5395 e NGC 5394), chiamato anche, con la lontana e sottile PGC 2101092 , the Heron eating a fish. Era molto evidente, nel campo, anche la galassia ellittica IC 4356 . Arp 84 si trova nei Cani da caccia. Si tratta di un altro sistema di due spirali in forte interazione. Le loro forme distorte e spiraleggianti erano facilmente distinguibili, così come i bracci di NGC 5394, uno dei quali sovrapposto ad una stella. È stato molto più difficile rivelare la sottile e debole PGC, ma dopo qualche attimo era indovinabile in visione distolta.

NGC 5395 è lontana 165 milioni di anni luce, NGC 5394 167 milioni. Sono di magnitudine 11.6 e 13. PGC 2101092 si trova a circa 650 milioni di anni luce di distanza e supera la diciassettesima magnitudine visuale.

"The heron eating a fish", Arp 84, credit: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

Sono molto felice di avere osservato anche Hickson 56/Arp 322, che desideravo trovare da molto tempo (lo accennavo qui). Si trova nell'Orsa Maggiore, vicinissima a NGC 3718/Arp 214, la cui banda sinuosa di polveri era facilmente riconoscibile all'oculare. Questo oggetto non è semplice da descrivere... Si tratta di un gruppo compatto, e si delinea come una catenella di cinque galassie, così lontane da essere piccolissime.

Hickson 56, credit: SDSS

Quelle designate come 56b,56c e 56d erano piuttosto evidenti, mentre è stato più complesso far emergere 56a (un taglietto luminoso in visione distolta) e 56e. Le loro magnitudini variano da 14.8 (56c) a 16.8 (56d).

NGC 3718/29 and Hickson 56 in Ursa Major, credit: Stefan Binnewies, Josef Pöpsel - capella-observatory.com

Abbiamo osservato anche la catena delle tre spirali di taglio NGC 4222, 4216 e 4206, nell'immenso campo di galassie nella Vergine, e altri gruppi sempre al suo interno, nonché un ammasso spettacolare, Abell 1367, l'Ammasso del Leone (Leo Cluster).

NGC 4222, 4216, 4206, credit: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

Con il mio telescopio ho osservato diversi oggetti noti, ma anche un insieme di galassie nel Leone: NGC 3193, 3190, 3185, 3187, 3177 (pagina 73 dell'Uranometria), che ho scoperto a posteriori trattarsi (le prime quattro galassie) del bellissimo Hickson 44. Si vedeva molto bene dal mio telescopio di 200 mm...la più debole è di tredicesima magnitudine!

Hickson 44 in Leo, APOD 2011 August 29, credit: Stephen Leshin

Il cielo era davvero buio, le stelle e i pianeti, ad occhio nudo, immobili. La ISS ha attraversato la volta celeste, ed è capitata anche l'incantevole congiunzione, al crepuscolo, di Venere e le Pleadi. Ho osservato sia Giove che Saturno - non ho mai visto così bene la Macchia Rossa e così tanti dettagli sui corpi di entrambi i pianeti e sugli anelli di Saturno. In questa foto scattata da Marco quella stessa notte si distinguono altre divisioni tra gli anelli, oltre a quella di Cassini. Trovate anche una ripresa di Giove e della Macchia.

Un enorme grazie a tutti quelli che c'erano.